Marche e Fondazione Carima firmano protocollo d’intesa per la salvaguardia della memoria e degli archivi del maceratese

Trasferito ad Ancona l’archivio storico di VissoRegione Marche e Fondazione Carima firmano un protocollo d’intesa biennale (2019-2021) sugli archivi storici comunali, per salvaguardare la memoria nella ricostruzione delle comunità colpite dal sisma nel Maceratese e avviare azioni sinergiche per il recupero della memoria delle comunità locali, mediante utilizzo di criteri metodologici e programmi coordinati di intervento.

Con il protocollo, Regione e Fondazione Carima mettono a disposizione dei Comuni della provincia di Macerata rientranti nel ‘cratere sismico’ fondi per il finanziamento di iniziative indirizzate alla conservazione, alla fruibilità e alla promozione di questi luoghi privilegiati della memoria.

I Comuni interessati ad accedere alle contribuzioni dovranno presentare apposita e motivata istanza alla Fondazione Carima nei termini e nelle modalità indicate nel protocollo. Le domande verranno esaminate da una commissione di valutazione e quelle accolte, previa autorizzazione del progetto da parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica di Umbria e Marche, riceveranno un contributo complessivo massimo di euro 10mila ciascuna.

Il protocollo firmato con la Regione” – spiega la Presidente della Fondazione, Rosaria Del Balzo Ruiti – “è un ulteriore segnale di vicinanza della Fondazione Carima alle popolazioni terremotate. Gli archivi storici custodiscono infatti un patrimonio documentario con enormi potenzialità informative, culturali e didattiche, che assume un ruolo cruciale nella difesa e nel rilancio di questi luoghi, che altrimenti sono tristemente destinati a scomparire“.

Un ringraziamento alla Fondazione Carima “per la sensibilità e la collaborazione” arriva dall’Assessore alla Cultura della Regione Marche, Moreno Pieroni che ribadisce l’importanza di questa azione che si inserisce “in un intervento più ampio promosso dalla Regione con l’emanazione dell’ultimo bando rivolto a Biblioteche e Archivi, che ha destinato ulteriori risorse, perché queste strutture possano riattivarsi e ritornare ad essere punto di riferimento per le comunità colpite. La cultura” – conclude – “da elemento di “resilienza” a “fattore di sviluppo e rinascita“.