Terrae Motus, Geografie e storie dell’Italia fragile: mostra fotografica nella Capitale Europea della Cultura 2019

Sarà allestita da venerdì 27 settembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019 la grande mostra fotografica dal titolo “Terrae Motus. Geografie e storie dell’Italia fragile” che vuole mostrare l’Italia vulnerabile, dei terremoti e del dissesto idrogeologico. Un’occasione che fino al 20 gennaio 2020 permetterà ai visitatori di Palazzo Acito – luogo dove è allestita la mostra – di operare una riflessione sulle problematiche della gestione del dopo sisma nell’intero Paese.

Amatrice

Foto aerea del centro di Amatrice l’indomani del Terremoto del 24 agosto 2016 – Fonte foto: ANSA -Gregorio Borgia / AP Photo

Un momento di riflessione alla luce della evidente vulnerabilità del nostro Paese, evidenziato a partire dal Sisma del Centro Italia che nel 2016 e 2017 ha colpito le quattro regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per poi proseguire con decennale del Sisma del 6 aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila e proseguendo con quelli del Belice del 1968 e Irpinia e Basilicata il 23 novembre 1980, in una narrazione dell’ultimo mezzo secolo di terremoti d’Italia, delle criticità nella gestione del dopo sisma e della mancata prevenzione del rischio.

La mostra è l’evoluzione naturale del progetto non profit “Lo Stato delle cose. Geografie e storie del doposisma” – il primo osservatorio di fotografia sociale e documentaria sull’Italia colpita dal terremoto, ideato e curato dal giornalista Antonio Di Giacomo – nato dall’intento di documentare non solo gli effetti devastanti del terremoto, quanto per accompagnare e sostenere la ricostruzione necessaria delle Italie ferite dai terremoti.

Via Roma, il giorno dopo il terremoto del 6 aprile 2009, L'Aquila. - Fonte foto: ANSA - Rocco Rorandelli / TerraProject

Via Roma, il giorno dopo il terremoto del 6 aprile 2009, L’Aquila. – Fonte foto: ANSA – Rocco Rorandelli / TerraProject

A cominciare da L’Aquila dove il progetto è nato per raccontare la rinascita della città, documentando il recupero dei beni culturali e la capacità di resilienza della comunità e, al tempo stesso, fare luce sui luoghi dove il tempo si è fermato al 2009. Imponente anche il lavoro di documentazione nel Centro Italia colpito dai terremoti del 2016/2017, ma anche nel resto dell’Italia fragile che ancora porta le cicatrici del terremoto, sono oltre cento i fotografi che hanno preso parte al progetto.

Circa 15 mila immagini quelle finora raccolte in centinaia di reportage, lo Stato delle cose è il frutto della più grande campagna fotografica mai realizzata negli ultimi anni in Italia.

Si è scelto di intitolare “Terrae Motus” questa mostra in omaggio alla figura di Lucio Amelio, mecenate e gallerista, che all’indomani del terremoto del 23 novembre 1980 commissionò ai più grandi artisti italiani e internazionali del tempo opere a tema, destinate a dare vita alla straordinaria collezione “Terrae Motus”, donata dallo stesso Amelio allo Stato e oggi esposta alla Reggia di Caserta.

Maggiori informazioni sul Sito di Riferimento.