Amatrice

Il 24 agosto del 2016 il Sisma del Centro Italia colpiva le regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, provocando una ferita insanabile nel nostro Paese. Alla perdita inconsolabile di vite umane si sono aggiunti, a più riprese, i colpi inferti al patrimonio culturale. Da quel giorno si è provveduto alla messa in sicurezza di beni mobili e immobili, preziosi custodi della memoria storica dell’Italia.

Sin dalle prime ore di quel tragico mattino, le squadre di rilevamento danni del MiBAC, coadiuvati dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco, dall’Esercito e dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, hanno messo in moto una macchina che, con competenza, ha lavorato alla ricognizione dei danni, alla messa in sicurezza degli edifici e al ricovero e restauro delle opere nei depositi temporanei allestiti nelle quattro regioni, rispettivamente a Paludi-Celano per l’Abruzzo, a Cittaducale per il Lazio, ad Ascoli Piceno e Ancona per le Marche e a Spoleto per l’Umbria.

Dalla momento della prima scossa ill Commissario Straordinario ha approvato il primo stralcio del Piano Beni Culturali, stanziando 170 milioni di euro per la ricostruzione e il consolidamento di oltre 100 edifici – prevalentemente chiese e cattedrali – danneggiati dal sisma, individuati dalla Cei d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Fondi che si sono aggiunti agli oltre 43 milioni già destinati alla messa in sicurezza e riapertura al culto di 180 chiese, per un impegno totale di oltre 200 milioni.

A lato sono disponibili i dati relativi alle attività del MiBAC.