Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE)

Le opere

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso il borgo medioevale di Campli si erge su una piana, tra le valli dei torrenti Siccagno e Fiumicino. Il territorio camplese fu abitato fin dall’antichità, come testimonia il ritrovamento di tombe presso la Necropoli italica di Campovalano, i cui reperti sono custoditi all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Campli (maggiori informazioni nel testo promosso dalla Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo – Chieti, ll Museo Archeologico di Campli a cura di Vincezo d’Ercole e Walter Pellerini).

Riaperto dopo un anno dal sisma, nel dicembre del 2017, il percorso museale illustra l’evoluzione della civiltà locale Pretuzia, di ambito culturale Medio-Adriatico o Piceno, attraverso i ritrovamenti della necropoli di Campovalano, direttamente collegata al museo, utilizzata dall’Età del Ferro fino alla romanizzazione (maggiori informazioni sul sito della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo – Chieti).

Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Vista di Campli
Panoramica di Campli – Gentile concessione dell’Ufficio Turistico del Comune di Campli (TE)

I danni e lo stato di conservazione

A seguito del Sisma 2016, la struttura museale e parte della collezione aveva riportato diversi danni:

  • le opere in metallo, in particolare quelle in bronzo, hanno subito danni dal punto di vista strutturale e legati alla corrosione (alterazione ciclica);
  • nei manufatti in ceramica si sono riscontrate distacchi e perdite di adesione della colla che univa parti del basamento delle opere stesse.

Di seguito le immagini di alcuni elementi ribaltati e danneggiati all’interno delle teche – Foto di A. Mignemi, Mimarc srl.

Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Vaso in vetrina
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Spada vetrina intero
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Manufatto in vetrina
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Beni in vetrina
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Spada in vetrina
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Frammenti basso

Le operazioni di pronto intervento e restauro

Per la ceramica sono stati effettuati incollaggi delle parti strutturali utilizzando piccoli punti di resina epossidica in grado di garantire la tenuta del peso degli oggetti, previo preconsolidamento delle aree fratturate, e dei bordi di giunzione, con paraloid b72 diluito in acetone al 3%. Le stuccature sono state eseguite con gesso, cocciopesto e pigmenti ottimizzati ad ogni occasione.

Poiché i vasi in ceramica erano stati trattati con protettivo (paraloid b72) lo stesso è stato riapplicato nelle parti stuccate in modo da restituire omogeneità all’intera opera. Il ritocco pittorico è stato effettuato ad acquerello prima del trattamento protettivo.

Si riporta un esempio di ricomposizione di un reperto ceramico, la pisside in impasto buccheroide, proveniente dalla tomba 84, composta da un calice a corolla e da una scodella-coperchio con cordone – Foto di A. Mignemi, Mimarc srl.

Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Ricomposizione manufatto alto frammenti
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Ricomposizione manufatto basso frammenti
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Ricomposizione manufatto basso
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Ricomposizione manufatto fronte
Il Museo Archeologico di Campli e la collezione, Campli (TE) - Ricomposizione manufatto alto

A fine intervento tutte le opere sono state ricollocate nelle rispettive vetrine, dove per l’occasione sono state effettuate alcune spolverature su gli altri reperti esposti, attuando anche alcuni miglioramenti di posizione allo scopo di aumentarne la stabilità.

Il presente progetto – maggiori informazioni in questa scheda sintetica – rientra tra gli interventi programmati dall’Ufficio con il sostegno dei fondi raccolti attraverso ART BONUS per il Terremoto.