Il Ministro Bonisoli visita le terre colpite dal sisma:
“Visso e i borghi feriti meritano attenzione particolare”

Rinnovando l’attenzione del MiBACT verso le terre colpite dal sisma del 2016, il Ministro Alberto Bonisoli visita per la prima volta le località terremotate di Visso, Campi di Norcia e Norcia e il Deposito di Santo Chiodo di Spoleto, dove sono ricoverati i beni culturali recuperati in Umbria.

Data:
26 Giugno 2018

Il Ministro Bonisoli visita le terre colpite dal sisma:<br>“Visso e i borghi feriti meritano attenzione particolare”
MiBAC, Alberto Bonisoli - Norcia
Il Ministro Bonisoli in visita a Norcia (Perugia)

Rinnovando l’attenzione del MiBACT verso le terre colpite dal sisma del 2016, il Ministro Alberto Bonisoli visita per la prima volta le località terremotate di Visso, Campi di Norcia e Norcia e il Deposito di Santo Chiodo di Spoleto, dove sono ricoverati i beni culturali recuperati in Umbria.

“Sono vicino ai familiari delle vittime della lunga sequenza sismica iniziata con la scossa del 24 agosto di due anni fa. È la mia prima visita nei comuni del cratere sismico del Centro Italia e desidero esprimere innanzitutto la mia solidarietà a tutti i cittadini che hanno perso i propri cari, sono stati costretti a abbandonare le proprie abitazioni e vivono ancora oggi nella precarietà.” Cosi il Ministro apre il punto con la stampa al termine della sua visita al Santo Chiodo.

“L’anima stessa di questi territori” – ha proseguito Bonisoli – “ossia il ricco patrimonio culturale diffuso frutto di una storia millenaria, è stata profondamente ferita. Grazie alla preziosa opera di tecnici e restauratori del MiBACT, dei Vigili del fuoco, dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, del personale e dei volontari di protezione civile, è stato possibile recuperare e mettere in sicurezza oltre 22.000 opere d’arte e reperti archeologici, 15.000 volumi di beni librari, 5.300 metri lineari di beni archivistici e 1.700 edifici tra chiese, monasteri, monumenti e palazzi storici. Oggi ho potuto constatare di persona l’ingente lavoro svolto, fondamentale e necessario per procedere al recupero di questo patrimonio e alla restituzione alle comunità di appartenenza delle opere custodite nei depositi temporanei. Il prossimo 24 agosto – ha poi concluso – cesserà la gestione emergenziale delle unità di crisi e tutte le attività riguardanti il patrimonio culturale torneranno in capo alle strutture ordinarie del MiBACT per garantire la massima efficacia della ricostruzione”.

Norcia (Perugia), Bonisoli in visita nelle zone colpite dal sisma

Il primo Piano stralcio dei beni culturali, pubblicato nell’ordinanza n. 38 dell’8 settembre 2017 del commissario per la ricostruzione, finanzia 104 interventi – 18 nel Lazio, 54 nelle Marche, 16 in Abruzzo e 16 nell’Umbria – per un importo complessivo di 170,6 milioni di euro e riguarda cattedrali, concattedrali e santuari, oltre a interventi su complessi di particolare significato culturale per il territorio di riferimento come il Complesso don Minozzi a Amatrice, il Castello Pallotta a Caldarola, la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Teramo e la Chiesa di San Benedetto a Norcia.

MiBAC, Alberto Bonisoli - USS-Sisma 2016 Paolo Iannelli - Visso
Il Ministro Alberto Bonisoli e il Soprintendente Speciale Paolo Iannelli nel centro storico di Visso (Macerata)

Un milione di euro, infine, è stato destinato al restauro dei beni mobili danneggiati, recuperati per la maggior parte nelle chiese, e ora custoditi nei depositi allestiti dal MiBACT nelle quattro regioni, per garantirne la restituzione una volta terminati i lavori di consolidamento e ricostruzione degli edifici ecclesiastici. Queste risorse provengono da donazioni ricevute attraverso lo strumento dell’Art Bonus per il Terremoto a cui si è aggiunto un cofinanziamento del Ministero.

Durante la sua visita, Bonisoli ha ricordato come il terremoto abbia colpito molti Borghi noti e meno noti come quello di Visso e di come questo sia “un esempio di tutti i meravigliosi borghi italiani che sono stati danneggiati e meritano un’attenzione particolare“, riconoscendo quanto è stato fatto sin ora con le importanti opere di messa in sicurezza e ricostruzione ma ricordando anche la necessità di avviare una nuova fase con cui “adoperarsi per far vedere agli italiani come sono questi territori e di cosa hanno bisogno”.

Ultimo aggiornamento

1 Luglio 2020, 11:19